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  <updated>2011-08-16T09:21:43Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[                                                   ...]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p class="MsoNormal" dir="ltr" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="justify"><font size="3"><font size="4"><font color="#ff0000"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;PER NON DIMENTICARE&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Auschwitz</strong></font><font color="#a52a2a"> </font></font><font color="#ff0000">(Oswiecim)<br></font></font><font size="2"><font face="Tahoma">Era la prima volta che mi recavo in Polonia, e lo faccio con&nbsp;un gruppo&nbsp;di&nbsp;cooperatori&nbsp;&nbsp;dell'Associazione<font color="#87ceeb">&nbsp;</font><font color="#87ceeb"><font color="#add8e6">"</font></font><font color="#add8e6"><strong>Re: social club"</strong></font><span style=""> che&nbsp; fa capo Base 202 di Via P. Veronese&nbsp;</span> di Torino. Lo scopo principale del viaggio è la visita&nbsp;al campo di sterminio di&nbsp;<font color="#0080ff"><strong> Auschwitz</strong> </font>e alla&nbsp;cttà di <font color="#0080ff"><strong>Cracovia</strong>.<font color="#000000"> </font><font color="#ffff00"><font color="#c0c0c0">Ci accompagna Matteo dell'Associazione </font><a target="_blank" href="http://www.terradelfuoco.org/?language=it">Terra del Fuoco</a>.</font></font><br></font></font><font size="2"><font face="Tahoma">Ho apprezzato la compagnia di persone&nbsp;che non conoscevo e ho rinsaldato con chi, già normalmente, ho un rapporto&nbsp;più stretto, condividendo con tutti loro&nbsp;quest'esperienza.&nbsp;<br></font><br></font><font face="Tahoma" size="2"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/gruppo_in_piazza.jpg"><br>Dopo l'arrivo in serata &nbsp;a&nbsp;<font color="#8b0000"><strong><font color="#0080ff">Cracovia</font></strong>&nbsp;</font>&nbsp;e la sistemazione&nbsp;<font color="#0080ff">nell'ostello "<strong>Lemon</strong>"</font><font color="#8b0000">&nbsp;</font>ci siamo recati in un ristorante del centro. Dopo cena,&nbsp;in tarda serata, mi sono meravigliato nel vedere tanta gioventù, tanti universitari di diversa nazionalità, affollare le vie del centro e la bellissima e notevole&nbsp;<font color="#0080ff"><strong>piazza del Mercato</strong>.</font>&nbsp;Verso le nove di mattina di sabato 7 marzo, siamo partiti da Cracovia che pioveva, e con previsioni meteorologiche tendenti al peggioramento, abbiamo percorso in pullman i sessanta chilometri che la separano da Auschwitz, per circa un’ora e, quando siamo giunti, abbiamo notato che la segnaletica stradale indicava Oswiecim, infatti ‘Auschwitz’ non è altro che il nome che i tedeschi avevano dato al nome polacco di quel posto, e cioè Oswiecim.&nbsp;<br></font><font face="Tahoma"><font size="2"><br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/cartello.jpg"><br></font></font><font face="Tahoma"><font size="2">Questo cartello posto all'ingresso del museo di <strong><font color="#0080ff">Auschwitz</font></strong>, ricorda ai visitatori che ci si appresta ad entrare in un luogo dove è stata commessa una tragedia fra le più gravi e orribili della storia dell'uomo. Tutti coloro che visitano il museo devono quindi assumere un atteggiamento rispettoso della memoria di coloro che sono stati barbaramente massacrati o hanno sofferto.<br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/auschwitz_ingresso.jpg"><br>Provo una certa emozione mentre oltrepasso il cancello sovrastato dalla ben nota e beffarda scritta <strong><font color="#0080ff">Arbeit macht frei</font>&nbsp;</strong>&nbsp; che, in tedesco, significa&nbsp;<em>il lavoro rende liberi.</em></font></font></p><div align="justify">
</div><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="+0"><font size="2"><font face="Tahoma" size="2">Le forze di occupazione tedesco nazista della Polonia durante la seconda guerra mondiale, aveva istituito, tra il 1940 e 1945 tre grandi campi: Auschwitz I, Auschwitz II Birkenau (campo di sterminio), Auschwitz III Monowitz (campo di lavoro) e più di quaranta sottocampi, comandati da Rudolf Hoss. <br>Auschwitz I è il lager principale, fu reso operativo dal 14 giugno 1940, era anche il centro amministrativo dell'intero complesso. Il numero di prigionieri rinchiuso in questo campo variò tra le 15.000 e le oltre 20.000 unità.&nbsp;<br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/5.jpg"><br>Edificio che ospitava il primo forno crematorio e la camera a gas. Funzionò dall'agosto 1940 al luglio del 1943.<br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/Auschwitz27.jpg"><br>Qui furono uccise, in una piccola camera a gas ricavata dall'obitorio, o morirono, a causa delle difficili condizioni di vita, circa 70.000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Gli uomini delle SS sul tetto, indossando maschere antigas, versavano il famigerato Zyklon-B&nbsp;* in grani attraverso i fori nella camera sottostante che si trasfomava così in camera a gas.</font><br></font>&nbsp;<img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/orchestrina.jpg"><br><font size="2">I prigionieri&nbsp;sapevano di essere presi in giro dai loro carnefici, come l’obbligo di tenersi puliti e passare davanti all'<font color="#0080ff"><strong>orchestrina</strong></font> che scandiva il passo all’andata ed al ritorno dal lavoro.<br>Cuffie alle orecchie, ascoltando la nostra brava guida, entriamo nel <strong><font color="#0080ff">Blocco 4</font></strong>. Vediamo foto agghiaccianti che mettono a nudo le&nbsp;&nbsp;condizioni disumane dei deportati, capelli umani, scarpe, pentole e scodelle, creme, spazzole, barattoli, valigie con il proprio nome scritto sopra...tutti oggetti senza più un possessore.<br>Il <strong><font color="#0080ff">Blocco 10</font></strong>&nbsp;è &nbsp;l'edificio dove&nbsp;venivano fatti esperimenti scientifici, usavano bambini e donne come cavie, ne studiavano la nascita e la morte. Gemelli evirati, donne senza ovaie, sterelizzati dall'odio di&nbsp;aguzzini che si sentivano razza superiore.<br></font>&nbsp;&nbsp;<img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/muretto.jpg"><br></font></font><font face="Tahoma" size="2">Questo è il cortile dell'edificio nel carcere di Auschwitz I, noto come <font color="#0080ff"><strong>Blocco 11</strong>,</font> dove i prigionieri di Auschwitz I, Auschwitz II (Birkenau) venivano portati per la punizione per quello che i nazisti consideravano reati gravi, come il sabotaggio&nbsp;o i&nbsp;&nbsp;tentativi di fuga. All'interno, in una delle celle sotterranee morì, tra gli altri,&nbsp;padre Massimiliano Kolbe, che aveva accettato di morire per salvare un altro prigioniero.<br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/Auschwitz15.jpg"><br>Furono migliaia le esecuzioni sommarie che ebbero come fondale questo <strong><font color="#0080ff">muretto</font></strong> posto&nbsp;in fondo&nbsp;al cortile, tra il Blocco 10 e il Blocco 11 (quello della Gestapo).&nbsp;Lo scopo del muro nero è stato quello di "proteggere" il&nbsp; muro di mattoni rossi dalle pallottole sparate.<br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/7.jpg"><br></font></p><div align="justify">
</div><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Quì sopra si intravede una parte della zona denominata "piazza d'appello e della forca collettiva" Numerose le esecuzioni pubbliche per impiccaggione effettuate dalle SS, in quest'area, per terrorizzare gli altri prigionieri. Sul muro c'è una bacheca che ricorda che nel luglio del 1943 vi furono impiccati dodici prigionieri politici polacchi per aver avuto contatti con la popolazione del posto.</font></p><div align="justify">
</div><div align="justify">
</div><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/4.jpg"><br>Nel pomeriggio siamo giunti alla <font color="#0080ff"><strong>Judenrampe</strong>,</font> si trova fuori,&nbsp;a qualche centinaio di metri dal campo&nbsp;<font color="#0080ff" face="Tahoma" size="2"><strong>Auschwitz II</strong></font>&nbsp;ed è il luogo dove arrivavano i treni merci dei deportati prima che portassero i binari direttamente all'interno.&nbsp; I deportati, appena scesi dal treno, venivano selezionati l’80% circa finiva immediatamente nelle camere a gas. Il restante 20% lavorava nel lager, ma non per produrre qualcosa, ma esclusivamente per la sua gestione. <strong><font color="#0080ff">Birkenau </font></strong>era solo ed esclusivamente un campo di sterminio.&nbsp; Tutti i prigionieri che vi lavoravano, lavoravano esclusivamente per la ‘normale’ gestione del campo. Le SS non facevano praticamente niente se non controllare e il lavoro (come ad esempio gasare le persone) veniva quasi interamente svolto dai prigionieri. <span style=""><o:p></o:p></span></font></font></p><div align="justify">
</div><div align="justify">
</div><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/3.jpg"><br><strong><font color="#8b0000"><font color="#0080ff">Auschwitz II – </font><font color="#0080ff">Birkenau</font><em> </em></font></strong>è il luogo dove c’è quella costruzione con una torretta e un arco sotto il quale passavano i treni dei deportati, è il simbolo di questo campo sterminio dove persero la vita&nbsp;quasi un milione e mezzo di persone, per lo più <font color="#0080ff">ebrei </font>e <font color="#0080ff">zingari</font> condotti alle <font color="#0080ff">camere a gas</font> immediatamente dopo il loro arrivo. Birkenau era inoltre il più esteso lager ed arrivò a contare fino ad oltre 100.000 prigionieri.&nbsp; Gli internati, reclusi separatamente in diversi settori maschili e femminili, erano utilizzati per il lavoro coatto o vi risiedevano temporaneamente in attesa di trasferimento verso altri campi. Il campo distava circa <st1:metricconverter w:st="on" productid="3 chilometri">3 chilometri</st1:metricconverter> dal campo pricipale di Auschwitz I<font color="#0080ff"> </font>e fu operativo dall'8 ottobre 1941.<br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/1Bahnrampe.jpg"><br>(sopra) Foto scattata nel 1944 dove i medici SS effettuavano le selezioni degli Ebrei. (sotto) foto attuale del luogo, di cui sopra, &nbsp;dove sullo sfondo&nbsp;&nbsp;si vede il portone principale del KL Birkenau.<br><br></font></p><div align="justify">
</div><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/terminal1.jpg"><br><font face="Verdana" size="1"><font face="Tahoma" size="2">Al di là del portone della morte, i binari della <strong><font color="#0080ff">Bahnrampe</font> </strong>si protendono sino alle rovine dei crematori II e III, fra cui spicca il Monumento Internazionale alle Vittime del Nazifascismo.</font></font><br>Abbiamo visitato&nbsp;le <font color="#0080ff">baracche</font> dove&nbsp;riposavano i prigionieri&nbsp;e quella dove ci sono le latrine del campo,&nbsp;&nbsp;entrabe&nbsp; evidenziano la privazione di ogni dignità e personalità&nbsp;della persona, di cui parlano <strong><font color="#87ceeb">Primo Levi</font></strong> e molti altri testimoni.&nbsp;</font></p><div align="justify">
</div><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/latrine_baracche.jpg"><br></font><font face="Tahoma" size="2"><font face="Tahoma" size="2">Poi ci siamo incamminati&nbsp;lungo la strada parallela ai binari della&nbsp;<font color="#87ceeb">Bahnrampe</font>,&nbsp; a sinistra ci sono le baracche in muratura e, a destra, il desolante spettacolo dei camini delle baracche di legno, distrutte dai tedeschi nella loro precipitosa ritirata.<br></font></font><font face="Tahoma" size="2"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/forno_rovine1.jpg"><br>Quì sopra si vedono i ruderi della camera a gas e del crematorio II. In questo forno crematorio vi si potevano bruciare circa 1440 cadaveri in 24 ore. Alla fine del 1944 i tedeschi decisero di smantellarlo&nbsp;e le SS lo fecero saltare in aria il 20 gennaio 1945 per cancellare le prove dell'olocausto.<br><font face="Tahoma" size="2">Dopo esserci soffermati vicino alle macerie del&nbsp;crematorio II, la guida ci ha illustrato le varie fasi della "morte programmata"&nbsp;dei deportati e i luoghi in cui queste si svolgevano: lo spogliatoio dove veniva raccomandato a tutti di ricordarsi il posto dove avevano appeso gli indumenti in modo da poterli riprendere dopo; la camera a gas sotterranea camuffata da doccia, dove venivano ammassati i prigionieri, nudi, ignari della sorte che gli attendeva; il deposito dei corpi, che poteva contenere fino a duemila cadaveri; i forni crematori.La stessa sequenza, ricostruita,&nbsp;l'avevamo già vista&nbsp;in mattinata&nbsp;in un plastico al Museo di Auschwitz I. <br><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/Daniel_Madri%20di%20Plaza%20de%20Mayo.jpg"><br>Ci siamo quindi portati sul piazzale delle commemorazioni,&nbsp;dove Daniel (nella foto sopra, quello a sinistra),&nbsp; presidente di una cooperativa del Consorzio <em>Abele Lavoro</em>,&nbsp;si è fatto portavoce delle madri argentine di Plaza de Mayo,&nbsp;lasciando un loro messaggio ad Auschwitz.</font><br><font face="Tahoma" size="2"><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/10.jpg"><br>Visitiamo la <font color="#0080ff"><strong>Sauna</strong>,&nbsp;</font> un edifici che fu adibito alle procedure d’immissione nel campo, dove i prigionieri venivano&nbsp;privati dei loro effetti personali, dei capelli e della dignità umana (sostituzione del&nbsp; loro nome con un numero di matricola). Avveniva la disinfestazione degli abiti con macchine a vapore,&nbsp;la&nbsp;doccia&nbsp;e l'&nbsp;assegnazione delle divise.&nbsp;Il percorso nella Sauna si concludeva nella stanza in cui i prigionieri ricevevano le uniformi a righe e gli zoccoli in legno.<br></font><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/140165/8.jpg"><br>In uno dei locali dell'edificio "sauna", dal 2001 sono esposte le fotografie di molte famiglie di Ebrei deportati, le cui foto furono rinvenuti in una delle valigie che i nazisti non avevano fatto in tempo a distruggere.<br>&nbsp;Usciti,&nbsp;la guida ci fa vedere ciò che resta&nbsp;della baracca, detta <font color="#0080ff"><strong>Canada</strong> </font>( il termine allude alla ricchezza), dove venivano ammassati tutti i beni sottratti ai detenuti avviati alla morte (vestiti, bagagli, oggetti personali, denti d’oro, ecc...).<br>La visita&nbsp;giunge al termine &nbsp;che è quasi buio, mentre continuava a scendere una insistente pioggia mista a neve.&nbsp;Saliamo sul pullman che ci riporta a Cracovia, siamo stanchi e infreddoliti, ma non ci&nbsp;lamentiamo per non sentirci in colpa dopo tutto&nbsp;ciò che abbiamo visto e sentito.<br><font color="#8b0000" face="Verdana" size="1"><br></font></font><font color="#8b0000" face="Verdana" size="1"><font color="#c0c0c0">Le foto sono mie, di Stefano Bona e Fabrizio Debernardi.</font><br><br><font color="#c0c0c0" face="Tahoma" size="2">*&nbsp;<span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman';">Zyklon B:</span>&nbsp;<span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman';"><em> </em>Acido cianidrico allo stato solido cristallino: i cristalli se riscadati emettono dei vapori altamente tossici. Veniva utilizzato nella disinfestazione dei pidocchi e fu utilizzato su larga scala per l'uccisione di massa nelle camere a gas.</span></font></font></p><strong><font color="#8b0000"><font color="#ffd700"><font face="Arial"><font face="Arial"><font face="Verdana"><font face="Verdana"><font size="1"></font></font></font></font></font></font></font></strong><font color="#8b0000"><font color="#ffd700"><font face="Arial"><font face="Arial"></font></font></font></font>
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        <published>2009-03-06T23:05:00Z</published>
        <updated>2009-03-06T23:05:00Z</updated>
        
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